La montagna incantata di Thomas Mann
La montagna incantata non è un romanzo, ma è un'esperienza. Si presenta come un immenso affresco interiore e intellettuale in cui lo scrittore Thomas Mann trascina il lettore dentro un luogo sospeso ( il sanatorio di Davos ), trasformando in un laboratorio delle emozioni, delle idee e delle contraddizioni dell'Europa del primo Novecento. Si tratta di un libro che si legge come un'ascesa lenta, meditativa, ipnotica. Mann ci invita sulla sua montagna non solo per raccontare la storia del giovane Hans Castorp, ma per metterci di fronte a una domanda universale; che cos'è il tempo? E cosa accade all'uomo quando il tempo si dilata, si alterna, si ammala? È un viaggio mentale ed emotivo, un rito di passaggio mascherato da soggiorno terapeutico. Hans Castorp è un giovane ingegnere di Amburgo, timido, educato, privo di ambizioni eccessive. Sale a Davos per far visita al cugino Joachim, ospite di un sanatorio per tubercolosi. Il suo viaggio dovrebbe durare tre settimane. ...