Recensione - Il libro Bianco di Han Kang
Con Il libro bianco, Han Kang firma un'opera che sfugge alle definizioni tradizionali di romanzo. Non è una storia nel senso classico del termine, non segue una trama lineare né costruisce un intreccio fondato sugli eventi. È piuttosto un libro - meditazione, un testo poetico e frammentario che si muove intorno a un'assenza: quella di una sorella nata e morta poche ore dopo la nascita, prima che l'autrice venisse al mondo. Il bianco diventa il filo conduttore simbolico dell'intero libro. Bianco è il latte, la garza, il sudario, la neve, il riso, la pelle, la luce che filtra dalle finestre. Ogni elemento evocativo è una variazione sul tema della purezza, ma anche della fragilità e della cancellazione. Han Kang costruisce brevi capitoli che sembrano prose poetiche, ciascuno dedicato a un oggetto o a un'immagine bianca, come se volesse raccogliere frammenti di vita per restituire consistenza a ciò che non ha avuto tempo di esistere. L'assenza della sorella non è...