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Recensione: Un posto tranquillo di Matsumoto Seichō

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  Un posto tranquillo si apre con una morte improvvisa e apparentemente insignificante, la moglie del protagonista, Tsuneo Asai, muore d'infarto mentre si trova in un quartiere di Tokyo chiamato "Un posto tranquillo", noto per le sue piccole vie residenziali e per l'aria di compostezza borghese che lo distingue dal caos della metropoli. Per tutti, si tratta di una tragedia naturale, un caso di salute malferma e sfortuna. Ma per Asai, funzionario ministeriale meticoloso e abitudinario, quella morte nasconde una crepa inspiegabile. ( Perchè la moglie si trovava in quel luogo, lontano da casa, in un orario inconsueto, senza che nessuno sapesse il motivo?) Da questa domanda nasce un'inchiesta provata, silenziosa, ossessiva. Asai inizia a ricostruire i movimenti della moglie nei giorni precedenti, a pedinare sconosciuti, a incrociare dettagli e sguardi, fino a scoprire un intreccio di solitudine, doppiezza e segreti domestici che mina le fondamenta della sua stessa e...

Recensione : La lentezza di Milan Kundera

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  Pubblicato nel 1995, "La lentezza" è il primo romanzo che Milan Kundera scrive direttamente in francese. E' un testo breve ma molto denso, una riflessione sul nostro tempo, sul rapporto tra memoria e velocità, tra desiderio e oblio, tra l'intimità dell'esperienza e la sua dissoluzione nella fretta contemporanea. Trama  Il libro si intreccia in più piani narrativi: - un narratore contemporaneo e sua moglie, in viaggio verso un castello francese, riflettono sul senso della lentezza e della vita moderna; - un nobile libertino del Settecento, il visconte de V., incarnazione del piacere e della seduzione, simbolo di un'epoca in cui l'attesa e la calma erano parte integrante del desiderio; - una serie di personaggi moderni, tra cui lo scienziato Berck, sempre in corsa verso il riconoscimento, e l' uomo del motociclo, simbolo della frenesia moderna. Attraverso questi intrecci, Kundera mette in scena una danza filosofica in cui il tempo diventa il vero e pro...

Recensione - Il treno dei bambini di Viola Ardone

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Un romanzo che resta dentro, un racconto semplice ma allo stesso tempo struggente ambientato nella Napoli del dopoguerra. Viola Ardone dà voce a un'esperienza poco conosciuta: i "treni della felicità" , attraverso il punto di vista umano e autentico di Amerigo Speranza , un bambino di sette anni che lascia la sua madre e il suo quartiere povero per passare l'inverno in Emilia. Trama Siamo nel 1946, Amerigo vive nei quartieri Spagnoli di Napoli con sua madre, Antonietta , analfabeta ma decisa a offrigli un futuro. Quando il Partito Comunista propone di mandarlo al Nord per qualche mese, la decisione è difficile, ma necessaria. Sul treno, Amerigo lascia le sue scarpe bucate - un gesto che arriva al cuore: " Senza scarpe, zero punti... Scarpe nuove, stella premio. Io scarpe mie non ne ho mai avute." Nel Nord, cresce in una famiglia di contadini modenesi: Derna, Rosa, Alcide e i suoi "fratellini" Rivo, Luzio e Nario: gli dà fiducia, prova affetto, ...