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martedì 24 marzo 2026

Recensione - L'uccello che girava le viti del mondo

Ci sono romanzi che raccontano una storia e altri che aprono un varco vero dimensioni inattese dell'esistenza. L'uccello che girava le viti del mondo di Haruki Murakami appartiene decisamente alla seconda categoria. E' un libro complesso, affascinante e inquieto, capace di mescolare quotidianità e mistero, realtà e sogno, solitudine e desiderio di comprensione. Murakami costruisce un universo narrativo in cui ogni elemento, anche il più ordinario, può trasformarsi improvvisamente in qualcosa di enigmatico.

Al centro di questa storia troviamo Toru Okada, un uomo apparentemente qualunque. Non ha un lavoro stabile, vive una vita tranquilla e quasi monotona accanto alla moglie Kumiko. Le sue giornate scorrono tra piccole incombenze domestiche e lunghe riflessioni solitarie. Questo equilibrio fragile però si incrina quando il gatto della coppia scompare. Quella che sembra una banale perdita domestica si trasforma presto nell'inizio di una serie di eventi sempre più strani e inquietanti.

Poco dopo la sparizione del gatto, anche Kumiko scompare misteriosamente. Toru si ritrova cosi immerso in un labirinto di incontri enigmatici e situazioni surreali. Attorno a lui gravitano personaggi fuori dall'ordinario - una giovane ragazza acuta e provocatoria, una donna misteriosa che sembra possedere un legame con dimensioni invisibili, individui segnati da esperienze traumatiche che portano  con sé storie oscure del passato. Ogni incontro apre una nuova porta nella coscienza del protagonista, costringendolo a interrogarsi su ciò che credeva di sapere della propria vita. 

Uno degli elementi più affascinanti del romanzo è il modo in cui Murakami intreccia la realtà quotidiana con dimensioni simboliche e quasi oniriche. Il mondo di Toru Okada è costellato di luoghi che sembrano possedere una forza segreta, stanze silenziose, case abbandonate, telefonate enigmatiche, pozzi profondi che diventano spazi di meditazione e discesa nell'inconscio. Il pozzo in particolare assume un valore fortemente simbolico, è un luogo di isolamento ma anche di trasformazione, uno spazio dove il protagonista si confronta con la propria interiorità e con le zone più oscure della memoria. 

Parallelamente alla vicenda personale di Toru, il romanzo apre improvvisamente squarci sulla storia del Novecento, in particolare sugli episodi più violenti e traumatici legati alla guerra e all'espansionismo giapponese i Asia. Murakami inserisce racconti durissimi che emergono dal passato come fantasmi. Questi episodi ampliano il respiro del romanzo, suggerendo che il male e la violenza non appartengono solo alla dimensione privata ma sono radicati nella storia collettiva.

Uno dei temi centrali del libro è la solitudine. Tori Okada è un uomo isolato, un osservatore silenzioso che si muove ai margini del mondo. Tuttavia proprio questa posizione gli permette di percepire ciò che gli altri ignorano. La sua ricerca della moglie diventa gradualmente una ricerca di senso, capire ci sia veramente Kumiko significa anche comprendere se stesso e il sistema invisibile di relazioni che lega le persone tra loro.

Murakami racconta questa ricerca con uno stile unico. La sua scrittura è limpida, quasi minimalista, ma capace di evocare atmosfere profonde e inquietanti. I dialoghi sembrano spesso sospesi tra logica e assurdo, mentre le descrizioni dei luoghi e degli stati d'animo costruiscono una dimensione narrativa ipnotica. Il lettore si trova lentamente immerso in un mondo dove i confini tra realtà e immaginazione diventano sempre più sottili. 

Il titolo stesso del romanzo contiene una metafora potente. L'uccello che girava le viti del mondo è una presenza invisibile ma fondamentale, una sorta di meccanismo nascosto che regola l'equilibrio dell'universo. Il suo canto diventa il simbolo di forze misteriose che agiscono dietro la superficie delle cose, suggerendo che il mondo è molto più complesso e stratificato di quanto appaia. 

L'uccello che girava le viti del mondo è un romanzo che sfugge alla classificazioni, è allo stesso tempo un racconto di formazione, un'indagine psicologica, una riflessione sulla memoria storica e una discesa nei territori del sogno. Murakami invita il lettore a perdersi in questo labirinto narrativo senza cercare risposte semplici. Ogni pagina aggiunge un nuovo enigma, ogni personaggio introduce una prospettiva  diversa sulla realtà.

Alla fine della lettura resta la sensazione di aver attraversato un territorio letterario unico, fatto di silenzi, misteri e domande irrisolte. E' un libro che non offre spiegazioni definitive, ma che continua a risuonare nella mente del lettore molto tempo dopo aver chiuso l'ultima pagina. Proprio in questa capacità di evocare inquietudine e meraviglia insieme risiede il fascino profondo di uno dei romanzi più ambiziosi e affascinanti di Murakami.


giovedì 27 novembre 2025

Recensione Seni e Uova di Mieko Kawakami

 Ci sono romanzi che non raccontano soltanto una storia, ma diventano un varco. Un’apertura autentica attraverso cui guardare l’intimità, le paure e i desideri delle donne in un modo che spesso pretende da loro risposte impossibili. Seni e Uova di Mieko Kawakami è uno di questi libri. Profondo senza essere pesante, diretto senza mai perdere grazia, il romanzo si sviluppa come un lungo sguardo dentro il corpo e i pensieri femminili, messo a nudo con un coraggio che raramente si incontra nella narrativa contemporanea.

Kawakami costruisce una storia che mescola delicatezza e spigolosità. Un romanzo che tocca il cuore ma che allo stesso tempo interroga, provoca, mette a disagio. E’ un’opera che si muove sul crinale tra autobiografia emotiva e osservazione sociale, restituendo un mosaico complesso, intimo e potentissimo.


Al centro di questo romanzo troviamo tre figure femminili. Natsuko, la voce narrante, una scrittrice trentenne che vive a Tokyo e che attraversa un periodo di inquietudine esistenziale e creativa. Makiko, la sorella maggiore, ossessionata dalla possibilità di rifarsi il seno come risposta alla propria insicurezza e alla pressione sociale. Midoriko, la figlia adolescente di Makiko, che vive il corpo come un territorio estraneo e spesso ostile, tanto da rifiutare quasi completamente la comunicazione verbale. 


La storia che leggiamo in questo libro, si divide in due movimenti. 

La prima parte vediamo: Il corpo come campo di battaglia. Makiko e Midoriko arrivano a Tokyo per una breve visita a Natsuko. La madre è determinata a sottoporsi a un intervento di chirurgia estetica per modificare il suo seno, convinta che questo cambiamento le permetterà di recuperare un’immagine di sé più dignitosa, più accettabile. Midoriko, invece, vive un silenzio ostinato e pieno di rabbia, come un rifiuto che nasce dalla paura di diventare donna in un mondo che le chiede troppo e troppo in fretta.


Le tre donne convivono in un piccolo appartamento, e Kawakami fa entrare il lettore nella loro intimità fatta di tensioni sottili, frasi non dette, gesti minimi che rivelano universi emotivi profondi.


Nella seconda parte vediamo la maternità come scelta radicale. Anni dopo, Natsuko riflette sulla possibilità madre tramite inseminazione artificiale. Non desidera un compagno, non cerca una famiglia ( tradizionale ) ma vuole capire se il suo desiderio di maternità sia autentico o soltanto una richiesta esterna, un’eco delle aspettative sociali. La sua ricerca la conduce in un viaggio attraverso centri medici, consulenze, incontri con donne che hanno fatto scelte diverse.


Natsuko non è un’eroina, non è una donna impeccabile. E’ fragile, indecisa, profondamente sincera. Mette in discussione tutto, la maternità, il corpo, la solitudine, il senso di essere al mondo, e questo la rende straordinariamente reale.


In questo romanzo inoltre possiamo scoprire il corpo femminile come prigione e come possibilità. Il seno, le mestruazioni, la pelle che cambia. Kawakami descrive il corpo non come un oggetto estetico, ma come un territorio emotivo. Ogni donna del romanzo lo vive con paura, con desiderio, con repulsione, con speranza.

Natsuko è sola, ma non per scelta, ma è sola perché non trova un linguaggio che la avvicini davvero agli altri. Il romanzo è percorso da un senso di quieta malinconia che accompagna ogni sua riflessione. La maternità viene visto come una questione filosofica, e non è mai un obbligo, né una missione. È un dilemma etico, biologico ed affettivo. Kawakami la tratta con rispetto, con dubbi e con la giusta delicatezza. 

Un altro punto essenziale sono le classi sociali e le loro ferite. Makiko e Natsuko arrivano da un’infanzia povera, e la loro povertà non sparisce ma resta nelle abitudini, nella vergogna, nel rapporto con la città. Poi vediamo il potere delle donne di raccontarsi. Il romanzo offre uno spazio alla voce femminile, libera da filtri, da strategie narrative maschili, da retoriche di empowerment. È una voce scomoda e vera.


Nel libro di Kawakami le pagine sono intrise di una quieta malinconia giapponese, come le strade umide di Tokyo, gli appartamenti minuscoli, i treni affollati, i dialoghi a bassa voce, il caldo opprimente dell’estate, il silenzio impenetrabile di Midoriko. L’autrice scrive come se stesse toccando la pelle del lettore, una lingua piena di pudore e allo stesso tempo di verità crude.


La prosa di Kawakami è semplice solo in apparenza. Ogni frase contiene una tensione sotterranea, una vibrazione emotiva minuta che cresce lentamente. L’autrice non ha paura di entrare nelle pieghe del quotidiano, nelle conversazioni spente, nei pensieri ripetuti, in quella zona d’ombra in cui le donne spesso si muovono senza essere viste. C’è una musicalità negli scambi tra le protagoniste, un ritmo fatto di pause, sguardi, oggetti posati sul tavolo, vestiti ripiegati, borse appoggiate in un angolo. È un romanzo che vive di dettagli e proprio per questo appare così vero.


Questo romanzo va letto, perché è un libro che sa rompere il silenzio, perché parla in modo franco di maternità, corpo, desiderio e paura senza offrire risposte semplici. Kawakami con questo romanzo riesce a dar voce alle donne che dubitano, si contraddicono, soffrono, amano, resistono. Questo libro permette al lettore di entrare in un’intimità femminile contemporanea raccontata con onestà e con una bellezza mai esibita.

È un libro che resta dentro, che si insinua lentamente, che costringe a guardare il corpo proprio e quello altrui con particolare attenzione.



lunedì 17 novembre 2025

Platone - Una storia d'amore di Matteo Nucci

 Ci sono libri che non si limitano a raccontare una storia, ma la respirano, la scavano, la interrogano fino alle radici. Platone. Una storia d'amore appartiene a questa categoria rara, quella delle narrazioni che uniscono la densità del romanzo all'intelligenza della saggistica, e lo fanno con una naturalezza che disarma.
Matteo Nucci costruisce un'opera ibrida, al tempo stesso colta e sensuale, in cui la vita di Platone non è mai trattata come un oggetto da museo, ma come una materia pulsante, un movimento continuo di desideri, mancanza, illusioni e domande.

Il risultato è un romanzo che scorre come una confessione, come una lettera attraversata dalla malinconia degli anni e dalla nostalgia di ciò che non si può più trattenere; l'infanzia, l'amicizia totale, l'incontro con un maestro che segna per sempre.

Nucci dà voce a un Platone ormai anziano, consapevole che il proprio tempo sta per esaurirsi. Non ha più interesse per la retorica, né per la gloria politica che ha attraversato Atene in tempesta. Ciò che vuole, adesso, è restituire un racconto che non sia quello delle sue opere filosofiche, ma un ordine sentimentale.

Il romanzo segue un doppio movimento, da un lato vediamo la narrazione lineare della vita di Platone, l'infanzia nella famiglia aristocratica, la scoperta delle arti, il trauma della guerra, le delusioni politiche, i viaggi a Siracusa, la fondazione dell'Accademia, dall'altro un lento, struggente ritorno alla figura che più di tutte ha segnato la sua esistenza, Socrate.

Qui Matteo Nucci non ricrea un Socrate canonico, accademico, ma lo racconta come un uomo vivo, ironico, provocatore, seducente nel modo più disarmante. Un maestro che non educa con dogmi, ma con il dubbio.

Uno dei fili più intensi del libro è proprio la riflessione sull'amore. Nucci scava dentro l'Eros platonico non con il distacco del filosofo, ma con la vibrazione del romanziere.
Il Platone narratore torna continuamente alla propria educazione sentimentale, come l'amicizia giovanile che confina con l'adorazione, la delusione politica che si trasforma in ferita emotiva, l’incapacità di afferrare la natura di Socrate, a metà tra padre, amicone, amante mancato e mito vivente, la tensione verso la bellezza come richiamo assoluto come un qualcosa che non si possiede mai del tutto.

Matteo Nucci, fa emergere un Platone fragile, inquieto, affamato di senso. Un uomo che ha scritto pagine d'amore immortale, ma che resta schiacciato dalla distanza dolorosa tra l'amore ideale e quello umano.

In questo romanzo possiamo vedere moltissimi punti interessanti come l'educazione sentimentale, dove il romanzo è un lungo apprendistato emotivo, la formazione di Platone, prima ancora che intellettuale, è una formazione affettiva. Il legame con Socrate è raccontato come una storia d'amore nel senso più ampio, un affetto totalizzante, che trasforma e ferisce. La crisi di Atene, le ambizioni infrante, i rischi di Siracusa, il romanzo mostra un uomo che comprende quanto la politica sia l'arena più imperfetta per chi cerca la verità. L'autore restituisce un mondo greco pienamente corporeo, la palestra, il sudore, la danza, la sensualità dei giovani, la voce di Socrate che attraversa tutto come un richiamo. La scrittura è dominata da una malinconia che appartiene agli ultimi anni della vita, il bisogno di capire chi siamo stati, cosa abbiamo perso, cosa davvero resta.

La prosa è sensuale, morbida, colta ma mai ostentata. Nucci alterna lunghe frasi piene di ritmo a lampi improvvisi, quasi lirici. L'elemento più affascinante è il modo in cui unisce la profondità filosofica a una narrazione intima, vibrante, quasi fisica. 

Il lettore non sente di assistere a un trattato né a una biografia, entra nella testa di un uomo che ripensa la propria vita come si ripensa un amore finito.

Ne emergono pagine di meditazione pura, accanto a momenti di grande intensità emotiva. Il voto di Socrate al tramonto, i silenzi dell'Accademia, l'odore del mare durante il viaggio, il fuoco di Atene in guerra, la commozione improvvisa davanti a un giovane che recita versi.

Il romanzo ricrea una Grecia viva, sensoriale, come ad esempio, le strade di Atene al tramonto, la polvere delle palestre, i simposi illuminati da lucerne tremolanti, il calore del mare, la tensione dei discorsi pubblici, l'intimità delle lezioni improvvisate sotto i portici.

E sopratutto, la presenza di Socrate, una figura che il narratore descrive come se fosse ancora davanti a lui, pronta a sovvertire ogni certezza con una domanda semplice.

Platone, una storia d'amore non è un semplice romanzo storico, ma non è neppure un saggio romanzato. È una narrazione di formazione emotiva, una meditazione sull'amore, sulla bellezza, sul fallimento e sulla speranza. 

È un libro che chiede intimità, lentezza, ascolto. Un libro che non insegna concetti, ma rivela ferite. Nucci riesce a trasformare Platone in un uomo vivo, inquieto, sensibile, che guarda indietro e capisce che la grande storia dell'umanità è sempre e comunque una storia d'amore.

martedì 7 ottobre 2025

Recensione: Poveri Cristi di Ascanio Celestini

Poveri Cristi non è un romanzo tradizionale con un'unica trama lineare, bensì una raccolta di storie, testimonianze, incontri reali, vite ai margini che l'autore Celestini ha raccolto con il suo lavoro sul campo. Attraverso la voce narrante Celestini ( che al tempo stesso è osservatore, ascoltatore, e testimone), emergono figure umane spesso invisibili nella vita quotidiana come: operai, migranti, barboni, donne sole, persone che la società tende a dimenticare. Vite "sradicate", come recita la descrizione, che cercano uno spicchio di felicità in contesti difficili.
L'opera è parte di una trilogia ( Laika, Pueblo, Rumba ) che dà voce agli ultimi, agli emarginati, ai fragili.

Temi principali

Margini e invisibilità

Celestini esplora ciò che sta fuori dal centro del mondo: periferie urbane, persone al di fuori dei riflettori, vite considerate "non rilevanti". Le storie raccontate sono quelle di cui, pur soffrendo, resta umano, che non cade nel disincanto assoluto, e che sopratutto sa conservare la dignità.

Lotta di classe e ingiustizia sociale

C'è una forte componente politica nel romanzo. L'autore non racconta solo la sofferenza, ma porta in luce le cause: povertà, disuguaglianza, sfruttamento, emarginazione, esclusione. Racconta chi ( è stato schifato, di chi è stato menato, schiavizzato, incarcerato e torturato... ).

Solidarietà e dignità

Nonostante le difficoltà e le ingiustizie, Poveri Cristi è anche un libro che celebra la solidarietà come ad esempio: piccoli gesti, interazioni umane, il sostegno reciproco tra chi non ha nulla, ma non ha paura di essere umano. C'è una resistenza morale, un sano rifiuto dell'egoismo come dicono alcune citazioni.

Il racconto come testimonianza

Il valore del libro sta anche nel modo in cui è costruito. Molte storie sono raccolte da Celestini con interviste, incontri reali, laboratori, ascolto diretto. Non è finzione pura, ma una narrazione che si fonda su realtà drammatiche, spesso trascurate. Questo conferisce al testo un tono autentico e potente.

Stile

- Voce narrante: misurata, empatica, partecipe ma non vittimistica. Celestini evita la retorica, preferisce restituire le parole delle persone, i loro silenzi, le loro ferite.

- Scenari: ambienti urbani, periferie metropolitane, angoli con una forte presenza di emarginati, non solo sfondi, diventano parte integrante della narrazione.

- Musica e teatralità: nelle performance teatrali parallele, il testo viene accompagnato da musica, improvvisazioni, interazione col pubblico. Anche nel libro si percepisce questa sensibilità al ritmo delle storie e delle voci.

Punti di forza

- Grande forza emotiva: Celestini con il suo romanzo Poveri Cristi entra dentro la pelle del lettore, commuove e scuote.

- Coerenza morale: Celestini non giudica, ma nemmeno nasconde le contraddizioni, anzi, le mette in luce per far pensare.

- Varietà delle storie: vite diverse, percorsi differenti, ma con un tanto di dignità e invisibilità.

- Importanza civile: il libro è necessario oggi, in un paese spesso assente verso le periferie e gli invisibili.

Possibili limiti

- La mancanza di un filo narrativo tradizionale può rendere la lettura discontinua per qualcuno.

- Alcune voci sono più forti, altre meno definite, ma quando il ritmo diminuisce, l'impatto emotivo può flautare.

- Il testo non dà sempre risposte, resta nella ferita, nella domanda, più che nella guarigione, che per alcuni può essere frustante, ma per molti è parte essenziale del suo significato.

Conclusione

Poveri Cristi è un romanzo poderoso. È un romanzo che urla piano, che racconta silenzi, lacrime non viste, vite consumate dall'indifferenza. Celestini qui non si limita al ruolo del narratore ma è voce di chi voce non ha, testimone di chi è "scavato" fuori dalla storia ufficiale.
Questa è una lettura che fa guardare alle periferie, alla sofferenza nascosta, alle ingiustizie come non le guarderesti al supermercato sotto casa. Un libro che sa come nutrire la propria empatia ma anche la coscienza dei lettori.

Consigliato a coloro:

- Che sono amanti del teatro di narrazione e della scrittura civile
- Chi ha apprezzato autori come Erri De Luca, Roberto Saviano, Pietro Grasso, persone che raccontano la marginalità con cura
- Lettori che sono in cerca di testi che non chiudono ma aprono, che non consolano necessariamente ma che sanno come scuotere
- Chi crede nel valore della testimonianza e del raccontare come atto politico




domenica 3 agosto 2025

Recensione - Cime Tempestose di Emily Brontë

Pubblicato per la prima volta nel 1847 sotto lo pseudonimo maschile di Ellis Bell, Cime tempestose è l'unico romanzo di Emily Brontë. Un'opera intensa, selvaggia, disturbante, che sfida ancora oggi le convenzioni del romanzo ottocentesco e ci offre un ritratto feroce dell'amore, del rancore e della vendetta. Ambientato nelle brulle e ventose brughiere dello Yorkshire, il romanzo racconta una storia d'amore dannata e sconvolgente che sfida ogni schema romantico.

Trama

La narrazione si sviluppa attraverso i racconti di due narratori: Mr. Lockwood, un gentiluomo cittadino che affitta la Granja di Thrushcross, e Nelly Dean, la governante che ha vissuto gli eventi da vicino. Al centro della vicenda c'è Heathcliff, trovatello adottato dalla famiglia Earnshaw, cresciuto accanto a Catherine, figlia del padrone. Tra i due nasce un amore assoluto ma oscuro, destinato a consumarsi tra orgoglio, gelosia e incomprensioni.

Catherine sceglierà di sposare Edgar Linton, un uomo benestante e raffinato, rinnegando l'amore viscerale per Heathcliff. Quest'ultimo, devastato e accecato dalla sete di vendetta, si trasformerà in un personaggio tormentato, capace di manipolare e distruggere chiunque lo circondi.

"Io sono Heathcliff - è sempre, sempre nei miei pensieri... Non come un piacere, come anch'io non sono un piacere per me stessa, ma come il mio stesso essere."

L'opera si snoda attraverso due generazioni di personaggi, trascinandoli in un vortice di dolore, passione e desiderio di riscatto, fino alla parziale pacificazione conclusiva.

Temi principali

- Amore e autodistruzione: Quello tra Heathcliff e Catherine è un amore viscerale, quasi mistico, ma incapace di esprimersi nella realtà. Non è un amore edificante, ma un'ossesione.

- Vendetta e potere: Heathcliff, da vittima, si trasforma in carnefice, orchestrando una vendetta implacabile che coinvolge intere famiglie.

- Natura e destino: Le brughiere, il vento, la tempesta: la natura selvaggia è lo specchio emotivo dei personaggi, indomabili e tragici.

- Confini sociali: Il romanzo mette in discussione le classi sociali, il matrimonio come strumento di avanzamento e l'ipocrisia borghese.

"Se tutto perisse, e lui restasse, io continuerei a esistere; e se tutto restasse, e lui venisse annientato, l'universo mi sarebbe estraneo."

Lo stile

La prosa di Emily Brontë è intensa, gotica, evocativa. La narrazione incorniciata crea un effetto di distanza che accresce il senso di mistero e tragico destino. I personaggi sono fortemente simbolici, spesso più idee che individui concreti, ma questo contribuisce a rendere il romanzo un'opera fuori dal tempo.
Il lessico, la struttura temporale non lineare, i salti narrativi tra passato e presente, fanno di Cime tempestose un romanzo straordinariamente moderno per il suo tempo.

Citazioni

- Sul legame eterno: "Qualunque cosa siano le nostre anime, la sua e la mia sono uguali."

- Sulla perdita e il tormento: "Tu mi hai amato - che diritto avevi di lasciarmi? Che diritto?"

- Sul tormento interiore: "Io non posso vivere senza la mia anima!"

Eredità e ricezione

All'uscita, il romanzo fu accolto con sconcerto per la sua cupezza e la violenza emotiva. Oggi è considerato un capolavoro della letteratura inglese, studiato per la sua potenza simbolica, l'innovazione stilistica e la rappresentazione impietosa della passione umana.

Conclusione

Cime tempestose non è una storia d'amore nel senso tradizionale: è la cronaca di un legame indissolubile che non conosce pace, un romanzo oscuro e romantico nel senso più violento e spirituale del termine. Emily Brontë, con una sola opera, ha lasciato un'impronta indelebile nella letteratura mondiale.
Se cerchi un romanzo che parli d'amore ma anche di vendetta, dolore e destino, Cime tempestose è un esperienza he non si dimentica.

Letture consigliate se hai amato Cime tempestose:

- Jane Eyre di Charlotte Brontë
- Il grande Gatsby di F. Scott Fitzgerald
- Ritratto di signora di Henry James
- Via col vento di Margaret Mitchell

venerdì 4 luglio 2025

Recensione - La versione di Barney di Mordecai Richler

La versione di Barney è un romanzo brillante e allo stesso tempo corrosivo, pubblicato nel 1997 e poi adottato in Italia dalla casa editrice Adelphi. Attraverso un "autobiografia" in prima persona, Morderai Richler ci presenta Barney Panofsky, un produttore televisivo canadese di origine ebraica, un uomo pieno di difetti, passioni e pensieri incandescenti. Barney decide di raccontare la sua versione dei fatti per rispondere alle accuse mossegli dal nemico Terry Mclver e per chiarire i dubbi sulla scomparsa e morte del suo amico Boogie.

Il protagonista: un antieroe autentico

Barney è grande, volgare, irriverente, alcolista e pieno di rancore. Eppure, sotto questa scorza, emerge un uomo complesso, sensibile e terribilmente umano. Come afferma Richler:

"Un ragazzo può essere due, tre, quattro persone potenziali, ma un uomo una sola: quella che ha ucciso le altre." 

E' una frase che racchiude l'essenza del personaggio: l'inevitabilità delle scelte e il peso della vita vissuta.

Struttura e narrazione

Il romanzo si articola in tre parti, una per ciascuna delle tre mogli: Clara, la poetessa suicida; la seconda la signora Panofsky, una ricca ereditiera; e Miriam, il grande amore, madre dei suoi figli. A interrompere la narrazione è la malattia. Barney, affetto da Alzheimer, fatica a mantenere lucidi i ricordi, mettendosi in difficoltà perfino nel ricordare i nome dei Sette Nani.

Ci sono inoltre due elementi che vanno ad arricchire il testo:

- Le note del figlio Michael, che corregge le imprecisioni e chiarisce la verità.
- Un finale accurato, atteso e pieno di commozione.

Tono, stile e umorismo

Richler adopera un linguaggio tagliente e pieno di digressioni, espressioni folcloristiche e sarcasmo. Lo stile di Barney alterna commedia e riflessione, tra aneddoti surreali e citazioni colte - come definisce la cultura ebraica:

"Ma il Dio toccato in sorte a noi ebrei è famoso per essere crudele..."

"Dentro di me continuo ad avere venticinque anni... certo non sessantasette, con quel che ne segue..."

Un ritratto illuminante della lunga distanza tra la vitalità interiore e il corpo che invecchia.

Tematiche principali

- Memoria e verità: Barney difende la sua versione, ma il lettore comprende presto che la verità è complessa e sfuggente.

- Redenzione e sincerità: Il tentativo di scrivere queste memorie è un atto catartico, volto a non finire la vita con rimpianti.

- Amore e fallimento: Le tre mogli servono ad esplorare diverse sfumature dell'amore, dalla passione all'abitudine, fino alla tragedia. Miriam rimane "l'amore perfetto."

- Identità e cultura: La diaspora ebraica, la lingua, i riferimenti culturali sono tessuti in modo vivido e autentico.

Citazioni

"Tutta colpa di Terry. E' lui il mio sassolino nella scarpa... ho deciso di raccontare la vera storia della mia vita dissipata."

"Sono sopravvissuto... a un processo per omicidio e a tre mogli."

"Io sono un tipo impulsivo, preferisco gli errori ai rimpianti."

Nel 2010 inoltre il romanzo è stato tradotto in film con Paul Giamatti e Dustin Hoffman, presentato a Venezia e acclamato da pubblico e critica.

In conclusione, La versione di Barney è un ritratto vibrante di un uomo imperfetto, un'opera che intreccia humor, malinconia e soprattutto riflessioni profonde. E' una confessione sincera, piena di aneddoti caustici, relazioni intricate e conflitti interiori. Un romanzo che ci fa ridere, innamorare, arrabbiare, ma, soprattutto pensare.

Questo romanzo è consigliato per chi ama le storie autobiografiche con una voce ironica e autentica, a tutti gli appassionati di romanzi generazionali, di identità culturali e famiglie ebraiche, e per chi cerca un protagonista complesso, tra saggezza e goffaggine, ardore e memoria frammentaria.




lunedì 23 giugno 2025

Recensione : L' attesa di Matsumoto Seicho

 L'attesa (Tsuyokiari), pubblicato nel 1971 e recentemente tradotto in italiano da Adelphi, è un capolavoro del maestro del noir giapponese Seicho Matsumoto. In questo romanzo, l'autore intreccia una trama avvincente che esplora le profondità dell'animo umano, mettendo in luce le contraddizioni e le ombre della società giapponese durante il boom economico degli anni 70.

Trama

La protagonista, Isako, è una donna giovane e ambiziosa, sposata con Nobukiro Sawada, un anziano e facoltoso ingegnere. Insoddisfatta della sua vita coniugale e desiderosa di indipendenza, Isako trama nell'ombra per liberarsi del marito e ottenere il suo patrimonio. La sua relazione con un giovane amante e la successiva morte sospetta della donna con cui quest'ultimo conviveva, innescano una serie di eventi che porteranno Isako a manipolare avvocati e situazioni legali per raggiungere i suoi scopi. Ma il destino ha in serbo per lei un epilogo inaspettato, dove il caso gioca un ruolo decisivo.

Temi principali

- Ambizioni e manipolazione: Isako incarna la figura della dark lady, pronta a tutto pur di ottenere ciò che desidera, anche a costo di sacrificare gli altri.

- Critica sociale: Matsumoto dipinge un Giappone in cui il progresso economico va di pari passo con il declino etico, mettendo in lue la corruzione morale della classe dirigente e la perdita di valori tradizionali. 

- Il ruolo del caso: Nonostante le macchinazioni dei personaggi, è il caso a determinare l'esito finale, sottolineando l'imprevedibilità della vita e la fragilità dei piani umani.

Stile narrativo

La prosa di Matsumoto è precisa e incisiva, con una narrazione che alterna introspezione psicologica e tensione narrativa. L'autore costruisce un'atmosfera opprimente e densa, dove ogni dettaglio contribuisce a creare un senso di inevitabile tragedia. La struttura del romanzo, con il diario personale di Isako, offre al lettore un accesso privilegiato ai suoi pensieri e alle sue motivazioni, rendendo la lettura ancora più coinvolgente.

Citazioni

"La giornata diventava semplice una volta che fingevi, anzi, diventava più vera grazie al fatto che avevi cambiato atteggiamento; la recitazione diventava la realtà e influenzava ogni cosa in un modo che sembrava positivo. In effetti, era preferibile alla realtà"

"A volte l'amore è una guerra silenziosa"

Curiosità

Seicho è considerato il padre del noir giapponese, con oltre 300 romanzi all'attivo. Le sue opere spesso riflettono le tensioni sociali e morali del Giappone del dopoguerra.

L'attesa è stato inizialmente pubblicato a puntate su una rivista giapponese, una pratica comune per l'epoca.

il romanzo è stato recentemente riscoperto e tradotto in diverse lingue, ricevendo apprezzamenti per la sua attualità e profondità psicologica.

Suggerimenti di lettura 

Sei hai apprezzato L'attesa, potresti essere interessato anche:

- Tokyo Express di Seicho Matsumoto: Un altro capolavoro dell'autore, che combina indagine polizesca e critica sociale.

- La ragazza del Kyushu di Seicho Matsumoto: Un romanzo che esplora le ingiustizie del sistema giudiziario giapponese.

- Un posto tranquillo di Seicho Matsumoto: Una storia di perdita e scoperta che svela l'abisso del male.

L'attesa è un romanzo che affascina e inquieta, offrendo una riflessione profonda sull'ambizione, la moralità e l'imprevedibilità della vita. Con una protagonista indimenticabile e una trama avvincente, Matsumoto ci regala un'opera che rimane attuale e coinvolgente, confermando il suo ruolo di maestro del noir giapponese.


martedì 28 novembre 2023

Trilogia della frontiera - Cormac McCarthy

Cavalli selvaggi 

siamo nel Texas del 1949. Lacerato ogni legame che lo stringeva alla terra e alla famiglia, John GradyCole sella il cavallo e insieme all'amico Rawlins si mette sull'antica pista che conduce alla frontiera e piú in là nel Messico, inseguendo un passato nobile, e forse, mai esistito. 

In Oltre il confine

quando il destino gli offre l'occasione di passare la frontiera, il giovane Billy Parham compie la sua scelta e dirige il cavallo verso il Messico insieme al fratello Boyd. Billy ha appena catturato una lupa ferita che si stava accanendo sul bestiame della famiglia e ha deciso di non consegnarla al padre, che la ucciderebbe, ma di riportarla sulle montagne messicane per restituirla al suo mondo. 

Città della pianura

 inizia dove arrivavano i primi due romanzi. All'inizio degli anni Cinquanta John Grady Cole e Billy Parham lavorano in un ranch tra il Texas e il Messico. Insieme allevano cavalli, ascoltano sotto le stelle i racconti dei vecchi cowboys, si divertono al bar o al bordello. E al bordello John Grady incontra una sedicenne cosí bella da cambiargli la vita. Cosí contesa da costringerlo a scontrarsi con il suo protettore-filosofo Eduardo, in un duello allo stesso tempo epico e metafisico. 

Un romanzo epico, con la sua narrazione esemplare ricca e dettagliata. Un libro a tratti scorrevole ed a tratti lento ma sempre piacevole nella lettura.


venerdì 18 agosto 2023

La nausea - Jean-Paul Sartre

 Salve lettori e lettrici, oggi vi parlo di un romanzo che mi sta molto a cuore, "La nausea di Jean-Paul Sartre" 

"La Nausea" è un romanzo scritto, da Jean-Paul Sartre nel 1932 dove venne in seguito pubblicato nell'anno del 1938, dopo numerosissime revisioni. 

TRAMA 
"La nausea" più che essere definito un romanzo, lo si può definire come un diario filosofico che vede come protagonista "Antoine Roquentin", e data la sua complessità interna del romanzo stesso, possiamo definire che non vi è una vera e propria trama strutturata in modo preciso. Ma, possiamo vedere che lo stesso scrittore Jean-Paul Sartre durante la sua stesura, cercò di tracciare una trama, nel tentativo di dare al lettore i dati essenziali della storia e dei personaggi.
Per quanto riguarda l'ambientazione non vi è molto da dire. Possiamo vedere ed immaginare che "Bouville", città fittizia dove viene ambientato il romanzo, sia la città in cui lo scrittore Sartre visse ed insegnò negli anni trenta, gli stessi dove scrisse "La nausea".

PERSONAGGI
Antonie Roquentine età circa trenta anni, studioso di storia, la sua solitudine lo porta a comprendere che è l'uomo a dare in modo costante un modo un senso nobile e alto della propria esistenza.Questa consapevolezza porta al protagonista ad avere un senso di Nausea di se stesso e di tutto ciò che lo circonda.

L'autodidatta studia in ordine alfabetico i libri della biblioteca di cui era la stessa che frequentava lo studioso Roquentine. Però possiamo vedere durante la lettura che egli viene cacciato dalla biblioteca perché aveva cercato diseducare un giovane adolescente. 

Anny ex fidanzata di Antonie Ronquentine, essa un attrice trentenne ormai mantenuta dall'amante di turno. Possiamo vedere e percepire durante la lettura del romanzo, che anche Anny giunge alla consapevolezza della vanità e dell'esistenza.

La visione filosofica di Sartre nel romanzo La Nausea è una dimensione metafisica ed un atteggiamento psicologico nei confronti dell'esistenza. La condizione dell'uomo, che l'autore definisce orrore di esistere viene intesa, dunque, come solitaria ed angosciosa. Sebbene viva in società, l'individuo è solo in ogni istante, e dunque si sente condannato a decidere in modo del tutto autonomo come agire. L'esistenzialismo si realizza quindi nella categoria della libertà e nella consapevolezza che tale libertà dia più importante alle nostre azioni. la posizione di Sartre espressa in questo romanzo non suggerisce una visione pessimistica della realtà, ma ottimistica, poiché concepisce l'uomo come detentore di libertà intellettuale e morale. Possiamo vedere che il romanzo si conclude con una nota positiva avendo accettato che la realtà e la vista stessa siano prive di un significato intrinseco, Ronquentine è finalmente libero di imprimere una direzione alla propria esistenza scegliendo la strada della creazione artistica.





martedì 1 agosto 2023

Underworld - Don Delillo

 Salve a tutti amici e amiche lettrici. Come state? Spero tutto bene, e spero che anche le vostre letture vadano a gonfie vele. E da un po' di tempo che non scrivo sul mio blog, anzi direi che è da tantissimo. Ma da oggi in poi le cose cambieranno. Ora bando alle chiacchiere a arriviamo al protagonista di quest'articolo. 

Oggi voglio parlarvi di un romanzo che mi ha portato via tante energie e concentrazione nel mese di luglio ormai trascorso. Un romanzo impegnativo, ma allo stesso tempo carico di energie. Un mattone di novecento pagine, che sanno mantenervi incollati ad esso pagina dopo pagina. 

Il libro in questione è Underworld scritto da Don Delillo edito dalla casa editrice Einaudi. Questo romanzo è considerato da molti critici e lettori uno dei migliori lavori dello scrittore statunitense Delillo, nonchè vincitore di numerosi premi. Underworld viene considerato anche un esempio molto significativo della letteratura post moderna americana. 

TRAMA
“ La palla non portava né fortuna né sfortuna. Era un oggetto che passava di mano. Ma spingeva la gente a raccontargli cose, confidargli segreti di famiglia e storie personali inconfessabili, a singhiozzare di cuore sulla sua spalla. Perché sapevano che lui era il loro, come dire, il loro preziosissimo strumento di sfogo. Le loro storie avrebbero assunto un rilievo diverso, e sarebbero state assorbite da qualcosa di molto vasto, il lungo viaggio della palla stessa e l'assurda marcia di Marvin nel corso de decenni." 
La vicenda inizia nel mese di ottobre 1951, dove un ragazzino di colore riesce ad entrare di soppiatto nello stadio, in cui, si sta giocando la storica partita di baseball tra i New York Giants e i Brooklyn Dodgers. Nel nono in inglese della partita, il famoso battitore Bobby Thomson effettua un memorabile fuoricampo, dando la vittoria ai New York Giants conquistando cosi il campionato. Nella realtà non si che fine abbia fatto la pallina colpita da Thomson, ma nel romanzo il ragazzino riesce a impossessarsi di questo meraviglioso cimelio, che poi in seguito gli verrà sottratto dal padre, il quale poi la venderà. Per trentadue dollari.
Il romanzo si divide in otto blocchi, che raccontano la storia di Manx Martin, il padre di Cotter ( il primo possessore della palla da baseball ), durante i giorni che seguono la celebre partita. In quest'occasione, nel romanzo compare una pagina con lo sfondo completamente nero che fa da divisorio. Ogni parte del libro è divisa in vari capitoli e presenta una struttura propria. Il prologo ci parla della partita di baseball, le prime quattro parti invece raccontano le vicende dei personaggi nel determinato periodo storico, la quinta parte invece rappresenta brevi frammenti all'interno di ogni capitolo con la storia di personaggi secondari. La sesta invece ci illustra pochi personaggi ed è ambientata tutta nel quartiere italiano del Bronx.

STILE 
Molto elementi presenti in questo romanzo, sono tipici della letteratura post moderna dove lo scrittore Delillo è uno degli esponenti più noti. Il tema chiave di questo romanzo, è sicuramente quella della spazzatura rappresentato dal protagonista Nick Shay, operatore del settore di smaltimento rifiuti. Il personaggio, per via delle sue origini italoamericane nel Bronx e di alcuni ragionamenti che esprime, può essere considerato un alter ego dello scrittore. Durante la lettura del libro, possiamo vedere che ogni tanto compaiono alcune parole italiane anche dialettali. Un altro tema e quello dell'incombenza della bomba atomica. Lo stile è frammentato, come un montaggio cinematografico in cui si intersecano spesso dialoghi diversi tra loro e pensieri dei vari personaggi. Inoltre l'ambientazione è datata nel tempo, dove vediamo che vengono rappresentate molte situazioni ed epoche differenti, vicende personali che si intrecciano alla storia mondiale, classi sociali alte e basse, quartieri malfamati e salotti culturali, il tutto in un impatto multirazziale reso crudo, ironico e dinamico.



domenica 15 maggio 2022

Recensione " L' isola di Arturo " di Elsa Morante

 Salve a tutti cari amici lettori, dopo una lettura intensa di questo meraviglioso romanzo, oggi voglio dirvi quelle che sono le mie personali impressioni.

Parto dal concetto che questo è un romanzo di una bellezza unica. La scrittura di essa, è molto descrittiva e al tempo stesso si presenta molto molto scorrevole lasciandosi leggere senza riscontrare alcun tipo di blocco e di noia da parte del lettore.

Leggendo questo romanzo, le mie considerazioni non possono essere che positive. Gia dalle prime pagine vediamo un Arturo Gerace protagonista assoluto di questo romanzo, innamorato di suo padre Willem che viene visto dal figlio come un'idolo, una leggenda, da voler imitare al più presto. Nella lettura ci scontriamo con la sofferenza di Arturo nato senza madre, e con un padre che e sempre fuori nei suoi lunghi viaggi. 
Arturo oltre all'amore incondizionato verso il padre, non riesce a staccarsi dal suo castello, nominato il castello dei Guaglioni, e dalla sua amata isola di Procida.
Durante la lettura, vediamo che entra a far parte nella vita del protagonista una nuova entità, quella della matrigna chiamata Nunziata. Nei primi momenti, Arturo la tratta con estrema indifferenza, ma poi pian piano scopre che egli si innamora di lei.
L' isola di Arturo, e un romanzo che mette in primo pianto tre punti fondamentali, che solo leggendo il libro il lettore riesce a percepire che sono: La libertà, l'amicizia, l'amore, la disperazione e il dolore.

- La libertà, la possiamo percepire nella vita che il protagonista conduce nella sua quotidianità sull'isola di Procida.

- L'amicizia, la possiamo percepire dai racconti del protagonista, dove i suoi unici amici, erano la sua fedele cagnolina " Immacolatella " e il suo fedele " Silvestro "

- L'amore, lo possiamo percepire nel modo in cui Arturo parla del padre Willem, e di tutte le difese che lui prende nei suoi confronti, quando essi viene insultato con nomignoli di disprezzo. 

- La disperazione e il dolore, li percepiamo quando il protagonista Arturo lascia la sua amata isola di Procida, e con esso, lascia alle sue spalle anche il dolce ricordo di suo padre.

Trama:


L'isola di Arturo racconta le vicende di un ragazzo di nome Arturo, orfano di madre e molto attaccato al padre, il quale però si disinteressa di lui lungo tutto il corso della sua vita. Arturo vive in una triste solitudine senza famiglia né amici.


lunedì 9 maggio 2022

I libri che mi accompagneranno nel mese di Maggio

 


Salve a tutti amici, oggi voglio illustrarvi i libri che mi faranno compagnia in questo mese. I libri non sono stati scelti con un criterio preciso, o, per qualche motivo principale, ma mi sono sentito chiamare da loro.

Cominciamo:

Il primo libro che voglio mostrarvi e il libro di Viola Ardone dal titolo "Oliva Denaro " edito dalla casa editrice "Einaudi editore "

Il secondo libro che voglio mostrarvi è il libro, di Pierpaolo Pasolini dal titolo " Ragazzi di Vita " edito dal " Corriere della sera " ( un edizione che trovai in un'edicola della mia città per il centesimo anno di Pasolini ).

Il terzo libro che voglio mostrarvi è il libro di, Kazuo Ishiguro dal titolo " Non lasciarmi " edito dalla casa editrice " Einaudi editore "

Il quarto libro che voglio mostrarvi è il libro, di Abe Kōbō dal titolo " Quaderno canguro " edito dalla casa editrice " atmospherelibri.


Trama:

Viola Ardone - Oliva Denaro



Oliva Denaro è una ragazzina che vive in un paese della Sicilia. Cosimino, suo fratello, può correre, far tardi, può esercitare una libertà che a lei è negata. Perché Oliva Denaro è nata donna e come le dice sempre la madre, la donne che è come una brocca, chi la rompe se la piglia.

Trama:

Kazuo Ishiguro - Non lasciarmi


Kathy, Tommy e Ruth vivono in un collegio, Hailsham, immerso nella campagna inglese. Non hanno genitori, ma non sono neppure orfani, e crescono insieme ai compagni, accuditi da un gruppo di tutori, che si occupano della loro educazione. Fin dalla più tenera età nasce fra i tre bambini una grande amicizia.

Trama:

Pierpaolo Pasolini - Ragazzi di Vita


La narrazione ruota attorno a Riccetto e a un gruppo di amici che vivono il passaggio dall'adolescenza alla prima gioventù in una Roma in trasformazione. Ognuno s'arrangia come può, cercando di accaparrarsi merci d'ogni genere: copertoni, tubi, forme di formaggio, ferro.

Trama:

Abe Kōbō - Quaderno canguro



Un comune impiegato si risveglia una mattina con le gambe ricoperte da germogli di ravanello giapponese, il daikon. In preda al panico, si rivolge a una clinica dermatologica, dove viene operato d'urgenza da una misteriosa equipe medica.


Ecco amici i libri che mi faranno compagnia. Avete letto qualcosa? Se si, fatemi sapere quale, e cosa ne pensate.



Recensione : La notte del cuore di Nathacha Appanah

Ci sono libri che raccontano il dolore. E poi ci sono libri che provano a restituire un nome, un volto e una voce a chi quel dolore lo ha su...