mercoledì 20 agosto 2025

Recensione - Il treno dei bambini di Viola Ardone

Un romanzo che resta dentro, un racconto semplice ma allo stesso tempo struggente ambientato nella Napoli del dopoguerra. Viola Ardone dà voce a un'esperienza poco conosciuta: i "treni della felicità", attraverso il punto di vista umano e autentico di Amerigo Speranza, un bambino di sette anni che lascia la sua madre e il suo quartiere povero per passare l'inverno in Emilia.

Trama

Siamo nel 1946, Amerigo vive nei quartieri Spagnoli di Napoli con sua madre, Antonietta, analfabeta ma decisa a offrigli un futuro. Quando il Partito Comunista propone di mandarlo al Nord per qualche mese, la decisione è difficile, ma necessaria. Sul treno, Amerigo lascia le sue scarpe bucate - un gesto che arriva al cuore:

" Senza scarpe, zero punti... Scarpe nuove, stella premio. Io scarpe mie non ne ho mai avute."

Nel Nord, cresce in una famiglia di contadini modenesi: Derna, Rosa, Alcide e i suoi "fratellini" Rivo, Luzio e Nario: gli dà fiducia, prova affetto, insegnandogli la musica. Ma il tempo passa e il ritorno a Napoli risveglia la nostalgia, il dolore del distacco e la necessità di scelta definitiva.

Protagonisti

- Amerigo Speranza: una testimonianza struggente: osservatore nato, curioso dei vicoli, con una voce narrante che si fa subito empatia.

- Antonietta, sua madre: forte ma segnata dalla miseria. La sua scelta è radicale e dolorosa, definita anche in una lunga lettera d'addio.

- Derna, la donna che manda poi a chiamare Amerigo: un'ospite inesperta, poi materna, piena di timori ma capace di cura.

Temi 

- Separazione e crescita: Amerigo cresce con la nostalgia e lo sforzo di fare pace con ciò che è stato tolto.

- Solidarietà e riscatto: l'Italia del dopoguerra si rimbocca le maniche, uomini e donne comuni accolgono migliaia di bambini loro fratelli.

- Identità / Dualità: Amerigo è "Speranza" come cognome, ma impara presto che "chi ti lascia andare ti ama più di chi ti trattiene".

Citazioni

"Io pure sono ignorante, anche se dentro al vicolo mi chiamano Nobèl... imparo in mezzo alla via."

"Amerì, a volte ti ama di più chi ti lascia andare che chi ti trattiene."

"Davanti alla porta di casa sento il cuore in gola... la paura non esiste, mi dicevi... Me lo sono ripetuto anche io..."

Stile

Il romanzo fonde italiano e dialetto napoletano con naturalezza, renderizzando la voce di Amerigo autentica e immediata. Il registro cambia nel tempo, evolvendo in un italiano fluido che mette in evidenza la sua trasformazione.
La scrittura è intensa, senza retorica, capace di toccare corde profonde senza apparire artificiosa. Ardone scrive con misura, tra piani narrativi ben strutturati e sensibilità storica.

Attualità 

Il romanzo ha ispirato il film Netflix The Children's Train ( 2024 ), diretto da Cristina Comencini, con Barbare Ronchi nel ruolo della Derna e Stefano Accorsi in quello di Amerigo adulto. Il film è stato presentato alla Festa del Cinema di Roma e ha riscosso ampio consenso di critica.

Conclusione

Il treno dei bambini è una storia di perdita, solidarietà e speranza. Racconta un'Italia che si ricostruisce attraverso piccoli gesti d'amore. E' un libro che fa pensare e commuovere, capace di restare nella memoria come pochi. Amerigo ci lascia con una lezione essenziale: a volte è necessario partire per trovare se stessi, e il vero coraggio sta nel saper tornare.

Consigliato a chi

- Vuole leggere storie vere basate su fatti storici italiani.
- Ama le voci infantili raccontate con intelligenza e passione.
- Cerca i romanzi sulla memoria, sull'identità e sulla resilienza umana.


domenica 3 agosto 2025

Recensione - Cime Tempestose di Emily Brontë

Pubblicato per la prima volta nel 1847 sotto lo pseudonimo maschile di Ellis Bell, Cime tempestose è l'unico romanzo di Emily Brontë. Un'opera intensa, selvaggia, disturbante, che sfida ancora oggi le convenzioni del romanzo ottocentesco e ci offre un ritratto feroce dell'amore, del rancore e della vendetta. Ambientato nelle brulle e ventose brughiere dello Yorkshire, il romanzo racconta una storia d'amore dannata e sconvolgente che sfida ogni schema romantico.

Trama

La narrazione si sviluppa attraverso i racconti di due narratori: Mr. Lockwood, un gentiluomo cittadino che affitta la Granja di Thrushcross, e Nelly Dean, la governante che ha vissuto gli eventi da vicino. Al centro della vicenda c'è Heathcliff, trovatello adottato dalla famiglia Earnshaw, cresciuto accanto a Catherine, figlia del padrone. Tra i due nasce un amore assoluto ma oscuro, destinato a consumarsi tra orgoglio, gelosia e incomprensioni.

Catherine sceglierà di sposare Edgar Linton, un uomo benestante e raffinato, rinnegando l'amore viscerale per Heathcliff. Quest'ultimo, devastato e accecato dalla sete di vendetta, si trasformerà in un personaggio tormentato, capace di manipolare e distruggere chiunque lo circondi.

"Io sono Heathcliff - è sempre, sempre nei miei pensieri... Non come un piacere, come anch'io non sono un piacere per me stessa, ma come il mio stesso essere."

L'opera si snoda attraverso due generazioni di personaggi, trascinandoli in un vortice di dolore, passione e desiderio di riscatto, fino alla parziale pacificazione conclusiva.

Temi principali

- Amore e autodistruzione: Quello tra Heathcliff e Catherine è un amore viscerale, quasi mistico, ma incapace di esprimersi nella realtà. Non è un amore edificante, ma un'ossesione.

- Vendetta e potere: Heathcliff, da vittima, si trasforma in carnefice, orchestrando una vendetta implacabile che coinvolge intere famiglie.

- Natura e destino: Le brughiere, il vento, la tempesta: la natura selvaggia è lo specchio emotivo dei personaggi, indomabili e tragici.

- Confini sociali: Il romanzo mette in discussione le classi sociali, il matrimonio come strumento di avanzamento e l'ipocrisia borghese.

"Se tutto perisse, e lui restasse, io continuerei a esistere; e se tutto restasse, e lui venisse annientato, l'universo mi sarebbe estraneo."

Lo stile

La prosa di Emily Brontë è intensa, gotica, evocativa. La narrazione incorniciata crea un effetto di distanza che accresce il senso di mistero e tragico destino. I personaggi sono fortemente simbolici, spesso più idee che individui concreti, ma questo contribuisce a rendere il romanzo un'opera fuori dal tempo.
Il lessico, la struttura temporale non lineare, i salti narrativi tra passato e presente, fanno di Cime tempestose un romanzo straordinariamente moderno per il suo tempo.

Citazioni

- Sul legame eterno: "Qualunque cosa siano le nostre anime, la sua e la mia sono uguali."

- Sulla perdita e il tormento: "Tu mi hai amato - che diritto avevi di lasciarmi? Che diritto?"

- Sul tormento interiore: "Io non posso vivere senza la mia anima!"

Eredità e ricezione

All'uscita, il romanzo fu accolto con sconcerto per la sua cupezza e la violenza emotiva. Oggi è considerato un capolavoro della letteratura inglese, studiato per la sua potenza simbolica, l'innovazione stilistica e la rappresentazione impietosa della passione umana.

Conclusione

Cime tempestose non è una storia d'amore nel senso tradizionale: è la cronaca di un legame indissolubile che non conosce pace, un romanzo oscuro e romantico nel senso più violento e spirituale del termine. Emily Brontë, con una sola opera, ha lasciato un'impronta indelebile nella letteratura mondiale.
Se cerchi un romanzo che parli d'amore ma anche di vendetta, dolore e destino, Cime tempestose è un esperienza he non si dimentica.

Letture consigliate se hai amato Cime tempestose:

- Jane Eyre di Charlotte Brontë
- Il grande Gatsby di F. Scott Fitzgerald
- Ritratto di signora di Henry James
- Via col vento di Margaret Mitchell

Recensione - Le otto montagne di Paolo Cognetti

Premio Strega 2017, tradotto in oltre 35 lingue, Le otto montagne racconta la storia di Pietro, ragazzo milanese, e Bruno, giovane del piccolo paese alpino di Grana, che condividono estasi indimenticabili tra le valli del Monte Rosa. È un romanzo di formazione, amicizia, paesaggio e ricordi, che riflette la sfida di vivere tra due mondi e l'inevitabilità del cambiamento.

Trama

In un estate degli anni '80, Pietro segue suo padre in montagna, incontrando Bruno. Tra salite, silenzi e riflessioni, nasce una profonda amicizia. Nel corso degli anni, i sentieri si dividono: Pietro costruisce una carriera in città, Bruno resta in valle. Quando il padre di Pietro muore, egli ritorna e ricostruisce una baita insieme a Bruno. Ma l'amicizia, come la montagna, cambia forma e fatica.

Temi principali

- Amicizia e distanza: un legame che sfida il tempo e le mete diverse;

- Natura e paesaggio: la montagna come specchio dell'animo, luogo di silenzi e memorie;

- Crescita e scelte: tra la città e la natura, l'autore rappresenta i due universi che plasmano Pietro;

- Memoria e ineluttabilità: i luoghi dell'anima che non si possono pù tornare, come recita una riflessione intensa:

"Da mio padre avevo imparato, molto tempo dopo... che in certe vite esistono montagne a cui non è possibile tornare... e non resta che vagare per le otto montagne per chi... ha perso un amico."

Lo stile

La prosa di Cognetti è nitida, essenziale e carica di una tensione implicita che ricorda Carver e Hemingway. Il silenzio delle vette, l'odore della stalla, il ritmo del fieno e del cammino sono descritti con una cura che fa sentire il lettore al fianco dei protagonisti:

"Uno, prendere un ritmo e tenerlo senza fermarsi; due, non parlare; tre, davanti a un bivio, scegliere sempre la strada che sale."

Citazioni

- Sulla montagna come destino: "È sulle cime che andiamo. Scendiamo solo quando arriviamo dove non si può più salire. Lo capisci?"

- Sulla scelta di rifugiarsi in alto: "Se uno va a stare in alto, è perché in basso non lo lasciano in pace."

- L'assenza del parentado montano: "Forse è vero... che ognuno di noi ha una quota prediletta in montagna, un paesaggio che gli somiglia..."

Dal libro al grande schermo

L'adattamento cinematografico del romanzo, diretto da Felix Van Groeningen e Charlotte Vandermeersch ( 2022 ), ha vinto numerosi premi, tra cui il David di Donatello come miglior film e il Premio della Giuria a Cannes. Il film conserva l'anima del libro, amplificando la bellezza visiva dei paesaggi e il valore del silenzio tra due amici.

Conclusione

Le otto montagne è un romanzo che parla all'anima. Scava nella relazione tra uomo e natura, tra città e vette, lasciando un segno indelebile e delicato, dando una forte forma emotiva.. È la storia di una vita, scandita dalle quattro stagione, dal cammino, dal lutto e dalla rinascita. Un invito a ritrovare la propria montagna interiore - anche se a volte non possiamo più tornare a quei luoghi:

"Da mio padre avevo imparato... non si può tornare alla montagna che sta al centro di tutte le altre..."

Per chi l'ha amato ( o vorrebbe )

- Se ami saggi di natura narrati con poesia - leggi Sulla strada di Bill Bryson;

- Se cerchi storie di amicizia profonda e silenziosa - prova Norwegian Wood di Murakami;

- Se ti piace la fusione tra memoir e romanzato in montagna - esplora i libri di Hervé Barmasse o Sylvain Tesson.

Recensione - Bianco di Marco Missiroli

Ci sono romanzi che raccontano il razzismo come un fatto storico e altri che scelgono una strada più difficile: entrare nella coscienza di c...