Recensione - La versione di Barney di Mordecai Richler
La versione di Barney è un romanzo brillante e allo stesso tempo corrosivo, pubblicato nel 1997 e poi adottato in Italia dalla casa editrice Adelphi. Attraverso un "autobiografia" in prima persona, Morderai Richler ci presenta Barney Panofsky, un produttore televisivo canadese di origine ebraica, un uomo pieno di difetti, passioni e pensieri incandescenti. Barney decide di raccontare la sua versione dei fatti per rispondere alle accuse mossegli dal nemico Terry Mclver e per chiarire i dubbi sulla scomparsa e morte del suo amico Boogie.
Il protagonista: un antieroe autentico
Barney è grande, volgare, irriverente, alcolista e pieno di rancore. Eppure, sotto questa scorza, emerge un uomo complesso, sensibile e terribilmente umano. Come afferma Richler:
"Un ragazzo può essere due, tre, quattro persone potenziali, ma un uomo una sola: quella che ha ucciso le altre."
E' una frase che racchiude l'essenza del personaggio: l'inevitabilità delle scelte e il peso della vita vissuta.
Struttura e narrazione
Il romanzo si articola in tre parti, una per ciascuna delle tre mogli: Clara, la poetessa suicida; la seconda la signora Panofsky, una ricca ereditiera; e Miriam, il grande amore, madre dei suoi figli. A interrompere la narrazione è la malattia. Barney, affetto da Alzheimer, fatica a mantenere lucidi i ricordi, mettendosi in difficoltà perfino nel ricordare i nome dei Sette Nani.
Ci sono inoltre due elementi che vanno ad arricchire il testo:
- Le note del figlio Michael, che corregge le imprecisioni e chiarisce la verità.
- Un finale accurato, atteso e pieno di commozione.
Tono, stile e umorismo
Richler adopera un linguaggio tagliente e pieno di digressioni, espressioni folcloristiche e sarcasmo. Lo stile di Barney alterna commedia e riflessione, tra aneddoti surreali e citazioni colte - come definisce la cultura ebraica:
"Ma il Dio toccato in sorte a noi ebrei è famoso per essere crudele..."
"Dentro di me continuo ad avere venticinque anni... certo non sessantasette, con quel che ne segue..."
Un ritratto illuminante della lunga distanza tra la vitalità interiore e il corpo che invecchia.
Tematiche principali
- Memoria e verità: Barney difende la sua versione, ma il lettore comprende presto che la verità è complessa e sfuggente.
- Redenzione e sincerità: Il tentativo di scrivere queste memorie è un atto catartico, volto a non finire la vita con rimpianti.
- Amore e fallimento: Le tre mogli servono ad esplorare diverse sfumature dell'amore, dalla passione all'abitudine, fino alla tragedia. Miriam rimane "l'amore perfetto."
- Identità e cultura: La diaspora ebraica, la lingua, i riferimenti culturali sono tessuti in modo vivido e autentico.
Citazioni
"Tutta colpa di Terry. E' lui il mio sassolino nella scarpa... ho deciso di raccontare la vera storia della mia vita dissipata."
"Sono sopravvissuto... a un processo per omicidio e a tre mogli."
"Io sono un tipo impulsivo, preferisco gli errori ai rimpianti."
Nel 2010 inoltre il romanzo è stato tradotto in film con Paul Giamatti e Dustin Hoffman, presentato a Venezia e acclamato da pubblico e critica.
In conclusione, La versione di Barney è un ritratto vibrante di un uomo imperfetto, un'opera che intreccia humor, malinconia e soprattutto riflessioni profonde. E' una confessione sincera, piena di aneddoti caustici, relazioni intricate e conflitti interiori. Un romanzo che ci fa ridere, innamorare, arrabbiare, ma, soprattutto pensare.
Questo romanzo è consigliato per chi ama le storie autobiografiche con una voce ironica e autentica, a tutti gli appassionati di romanzi generazionali, di identità culturali e famiglie ebraiche, e per chi cerca un protagonista complesso, tra saggezza e goffaggine, ardore e memoria frammentaria.

Commenti
Posta un commento