Recensione - Cime Tempestose di Emily Brontë
Pubblicato per la prima volta nel 1847 sotto lo pseudonimo maschile di Ellis Bell, Cime tempestose è l'unico romanzo di Emily Brontë. Un'opera intensa, selvaggia, disturbante, che sfida ancora oggi le convenzioni del romanzo ottocentesco e ci offre un ritratto feroce dell'amore, del rancore e della vendetta. Ambientato nelle brulle e ventose brughiere dello Yorkshire, il romanzo racconta una storia d'amore dannata e sconvolgente che sfida ogni schema romantico.
Trama
La narrazione si sviluppa attraverso i racconti di due narratori: Mr. Lockwood, un gentiluomo cittadino che affitta la Granja di Thrushcross, e Nelly Dean, la governante che ha vissuto gli eventi da vicino. Al centro della vicenda c'è Heathcliff, trovatello adottato dalla famiglia Earnshaw, cresciuto accanto a Catherine, figlia del padrone. Tra i due nasce un amore assoluto ma oscuro, destinato a consumarsi tra orgoglio, gelosia e incomprensioni.
Catherine sceglierà di sposare Edgar Linton, un uomo benestante e raffinato, rinnegando l'amore viscerale per Heathcliff. Quest'ultimo, devastato e accecato dalla sete di vendetta, si trasformerà in un personaggio tormentato, capace di manipolare e distruggere chiunque lo circondi.
"Io sono Heathcliff - è sempre, sempre nei miei pensieri... Non come un piacere, come anch'io non sono un piacere per me stessa, ma come il mio stesso essere."
L'opera si snoda attraverso due generazioni di personaggi, trascinandoli in un vortice di dolore, passione e desiderio di riscatto, fino alla parziale pacificazione conclusiva.
Temi principali
- Amore e autodistruzione: Quello tra Heathcliff e Catherine è un amore viscerale, quasi mistico, ma incapace di esprimersi nella realtà. Non è un amore edificante, ma un'ossesione.
- Vendetta e potere: Heathcliff, da vittima, si trasforma in carnefice, orchestrando una vendetta implacabile che coinvolge intere famiglie.
- Natura e destino: Le brughiere, il vento, la tempesta: la natura selvaggia è lo specchio emotivo dei personaggi, indomabili e tragici.
- Confini sociali: Il romanzo mette in discussione le classi sociali, il matrimonio come strumento di avanzamento e l'ipocrisia borghese.
"Se tutto perisse, e lui restasse, io continuerei a esistere; e se tutto restasse, e lui venisse annientato, l'universo mi sarebbe estraneo."
Lo stile
La prosa di Emily Brontë è intensa, gotica, evocativa. La narrazione incorniciata crea un effetto di distanza che accresce il senso di mistero e tragico destino. I personaggi sono fortemente simbolici, spesso più idee che individui concreti, ma questo contribuisce a rendere il romanzo un'opera fuori dal tempo.
Il lessico, la struttura temporale non lineare, i salti narrativi tra passato e presente, fanno di Cime tempestose un romanzo straordinariamente moderno per il suo tempo.
Citazioni
- Sul legame eterno: "Qualunque cosa siano le nostre anime, la sua e la mia sono uguali."
- Sulla perdita e il tormento: "Tu mi hai amato - che diritto avevi di lasciarmi? Che diritto?"
- Sul tormento interiore: "Io non posso vivere senza la mia anima!"
Eredità e ricezione
All'uscita, il romanzo fu accolto con sconcerto per la sua cupezza e la violenza emotiva. Oggi è considerato un capolavoro della letteratura inglese, studiato per la sua potenza simbolica, l'innovazione stilistica e la rappresentazione impietosa della passione umana.
Conclusione
Cime tempestose non è una storia d'amore nel senso tradizionale: è la cronaca di un legame indissolubile che non conosce pace, un romanzo oscuro e romantico nel senso più violento e spirituale del termine. Emily Brontë, con una sola opera, ha lasciato un'impronta indelebile nella letteratura mondiale.
Se cerchi un romanzo che parli d'amore ma anche di vendetta, dolore e destino, Cime tempestose è un esperienza he non si dimentica.
Letture consigliate se hai amato Cime tempestose:
- Jane Eyre di Charlotte Brontë
- Il grande Gatsby di F. Scott Fitzgerald
- Ritratto di signora di Henry James

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