mercoledì 4 dicembre 2024

Recensione : La Vegetariana di Han Kang

 Recensione: La Vegetariana di Han Kang

La Vegetariana è un romanzo intenso e affascinante della scrittrice sudcoreana Han Kang, vincitore del Man Booker International Prize nel 2016. Questo libro non è soltanto una storia sulla scelta di rinunciare alla carne, ma un’esplorazione profonda della libertà individuale, dei confini del corpo e della mente e delle dinamiche di potere nelle relazioni personali e sociali.

La trama

La storia ruota attorno a Yeong-hye, una donna apparentemente ordinaria che, a seguito di un sogno disturbante, decide di smettere di mangiare carne. Questa scelta, che potrebbe sembrare banale in altre circostanze, scatena una serie di eventi che sconvolgono non solo la sua vita, ma anche quella delle persone che la circondano.

Il romanzo è strutturato in tre parti, ciascuna raccontata da un punto di vista diverso: il marito di Yeong-hye, il cognato e sua sorella. Questa struttura frammentata non solo permette di osservare Yeong-hye attraverso gli occhi degli altri, ma sottolinea anche quanto sia difficile comprendere veramente l’esperienza altrui. Man mano che la narrazione procede, Yeong-hye si allontana sempre più dalla realtà condivisa, intraprendendo un percorso di distacco fisico e mentale che culmina in una fusione quasi mistica con il mondo naturale.

Tematiche

La Vegetariana affronta una varietà di temi complessi, molti dei quali profondamente radicati nella società sudcoreana, ma che hanno un’eco universale:

  • Il corpo e la libertà individuale: La decisione di Yeong-hye di smettere di mangiare carne è solo il punto di partenza di una ribellione più ampia contro il controllo che la società e la famiglia esercitano sul suo corpo. Il romanzo esplora come il corpo possa diventare un campo di battaglia per affermare la propria identità.

  • Il conformismo e la violenza sociale: La scelta di Yeong-hye è vista come una sfida all’ordine stabilito. Attraverso il rifiuto della carne, simbolo di una cultura patriarcale e autoritaria, la protagonista mette a nudo la violenza implicita delle norme sociali.

  • La follia e l’isolamento: La trasformazione di Yeong-hye è interpretata dagli altri come un segno di follia, ma il romanzo ci spinge a chiederci se non siano invece le aspettative e i giudizi della società a essere irrazionali.

  • Arte e ossessione: Nella seconda parte, l’ossessione del cognato per Yeong-hye e per la sua trasformazione diventa una metafora della tensione tra arte e moralità, tra desiderio e autodistruzione.

Stile narrativo

La scrittura di Han Kang è al tempo stesso poetica e tagliente. La prosa minimalista e priva di orpelli crea un forte contrasto con le immagini vivide e spesso disturbanti che popolano il romanzo. L’autrice utilizza un linguaggio denso di simboli, lasciando al lettore il compito di interpretare i significati nascosti dietro i sogni di Yeong-hye, il suo desiderio di diventare un albero e il suo rifiuto della carne.

La frammentazione della narrazione riflette la disgregazione della mente di Yeong-hye e la difficoltà dei personaggi di comprendere il suo punto di vista. Questo approccio rende la lettura un’esperienza i
mmersiva e a tratti sconcertante, che costringe il lettore a confrontarsi con le proprie idee di normalità e devianza.

Personaggi

I personaggi del romanzo sono complessi e pieni di contraddizioni. Yeong-hye, al centro della storia, è più un simbolo che un personaggio nel senso tradizionale: la sua interiorità rimane in gran parte inaccessibile, ma proprio questo contribuisce al fascino del libro. Gli altri personaggi – il marito narcisista, il cognato ossessionato e la sorella intrappolata tra senso del dovere e senso di colpa – sono ritratti con un realismo spietato che mette a nudo le loro debolezze e ipocrisie.

Conclusione

La Vegetariana è un romanzo che sfida le aspettative e lascia un segno profondo. Non è una lettura facile, sia per i temi trattati sia per le emozioni contrastanti che suscita, ma è un libro che merita di essere letto e discusso. Han Kang ci invita a riflettere su cosa significhi essere liberi, su come il corpo possa essere sia una prigione che un mezzo di espressione, e su quanto sia fragile l’equilibrio tra il conformismo sociale e l’individualità.

Se cerchi un libro che ti faccia interrogare su questioni esistenziali e sociali, che sia disturbante e al tempo stesso meravigliosamente scritto, La Vegetariana è un’esperienza letteraria che non dimenticherai facilmente.


domenica 22 settembre 2024

Recensione: Tokyo Express di Seichō Matsumoto

 Tokyo Express è un avvincente romanzo giallo del maestro giapponese Seichō Matsumoto, originariamente pubblicato nel 1958, ma tuttora capace di affascinare i lettori grazie alla sua trama intricata e ai suoi personaggi ben definiti. Il libro è un perfetto esempio di come Matsumoto sia in grado di fondere l’accuratezza del dettaglio investigativo con una narrazione coinvolgente e riflessiva.

La trama

La storia si apre con il ritrovamento dei corpi di un funzionario governativo, Kameda, e della sua presunta amante Fujiko, sulla spiaggia di una piccola città giapponese. Apparentemente, si tratta di un suicidio d'amore, un gesto disperato per sfuggire alle difficoltà della vita. Tuttavia, ben presto emerge che qualcosa non quadra: gli orari dei treni e alcuni dettagli secondari iniziano a far vacillare questa versione. Qui entra in gioco l'ispettore Mihara, un detective meticoloso e acuto, che non si accontenta delle spiegazioni superficiali. Da un semplice dubbio, Mihara comincia a scavare più a fondo, svelando una trama molto più complessa e oscura.

Tematiche e atmosfere

Uno dei punti di forza del romanzo è l’ambientazione: la precisione quasi ossessiva con cui Matsumoto descrive gli orari dei treni, le tratte ferroviarie e le dinamiche della burocrazia giapponese degli anni '50 crea un'atmosfera di crescente tensione e mistero. L’autore riesce a trasformare una routine quotidiana – come prendere un treno – in un elemento centrale del thriller.

La critica sociale è un altro aspetto interessante di Tokyo Express. Matsumoto ci offre uno spaccato della società giapponese dell’epoca, in cui l'apparenza e l'onore hanno un peso determinante nelle scelte delle persone. Il romanzo pone domande sulle pressioni sociali e sulla corruzione, offrendo uno sguardo critico e non idealizzato del Giappone postbellico.

Stile narrativo

Lo stile di Matsumoto è asciutto e diretto, senza fronzoli, ma proprio per questo riesce a catturare il lettore sin dalle prime pagine. La sua prosa è essenziale, ma ricca di tensione, con una grande attenzione ai dettagli che diventano fondamentali per la risoluzione del mistero. La trama è costruita con precisione millimetrica, e ogni elemento, anche il più insignificante, assume un ruolo cruciale nel dipanarsi degli eventi.

Personaggi

I personaggi, in particolare l'ispettore Mihara, sono ben delineati. Mihara non è il classico detective infallibile, ma un uomo tenace, riflessivo, capace di guardare oltre l'apparenza. È un personaggio che, nonostante la sua professionalità, conserva una profonda umanità e sensibilità, rendendolo immediatamente empatico agli occhi del lettore.


Conclusione

Tokyo Express è un classico del genere giallo, che combina un’indagine intricata con una critica sociale acuta. È un libro che colpisce non solo per la sua trama ben costruita, ma anche per la sua capacità di evocare un Giappone ricco di contraddizioni e in piena trasformazione. Se sei un amante dei gialli psicologici, delle atmosfere noir e dei misteri che si svelano lentamente, questo libro è una lettura imprescindibile.



giovedì 15 agosto 2024

Cafe Royal - Marco Balzano


 In Café Royal, Marco Balzano offre un affresco evocativo della vita e delle sfide dei protagonisti, ambientato nel contesto di un caffè storico di Milano. Il romanzo si svolge in un periodo di grande fermento sociale e politico, e attraverso le storie dei suoi personaggi, Balzano esplora temi come la memoria, l’identità e le trasformazioni della società italiana.

Il caffè, simbolo di convivialità e cultura, diventa il palcoscenico per una serie di eventi che mettono in luce le tensioni tra il passato e il presente, tra le speranze personali e le pressioni esterne. La narrazione di Balzano è ricca di dettagli e sensibilità, dipingendo un quadro vivido di un’epoca e di un luogo che, sebbene intrisi di storia, sono percorsi da conflitti e aspirazioni universali.

Con uno stile narrativo fluido e incisivo, Balzano riesce a coinvolgere il lettore in una trama che alterna momenti di introspezione a episodi di vivace dinamismo sociale. Café Royal si rivela così una lettura coinvolgente e riflessiva, capace di stimolare la mente e il cuore, mentre ci guida attraverso le intricate vie della memoria e della cultura italiana.


mercoledì 14 agosto 2024

La settimana bianca - Emmanuel Carrere


 Recensione di “La settimana bianca” di Emmanuel Carrère

“La settimana bianca” di Emmanuel Carrère è un romanzo breve, ma intenso, che cattura immediatamente il lettore con la sua atmosfera inquietante e il suo stile narrativo avvolgente. La storia, raccontata attraverso gli occhi di Nicolas, un bambino di otto anni, si svolge durante una settimana bianca, un viaggio scolastico in montagna che dovrebbe essere un’esperienza spensierata e felice. Tuttavia, fin dall’inizio, si avverte un sottile senso di disagio, un’inquietudine che cresce pagina dopo pagina.

Carrère esplora con maestria i temi della paura, dell’abbandono e del confine sottile tra immaginazione e realtà. Il punto di vista di Nicolas, con le sue insicurezze e paure, rende la narrazione particolarmente coinvolgente. L’autore riesce a trasmettere il senso di solitudine e di vulnerabilità del protagonista, facendo emergere una tensione che sfocia in un finale sorprendente e disturbante.

“La settimana bianca” è una riflessione profonda sulla fragilità dell’infanzia e sui segreti che spesso si celano dietro l’apparente tranquillità delle vite quotidiane. Carrère, con il suo stile asciutto e penetrante, crea un’opera che lascia il lettore con molte domande e un senso di inquietudine duraturo.

Un libro consigliato a chi ama le storie che esplorano l’oscurità della mente umana e le sfumature più profonde delle emozioni. Carrère dimostra ancora una volta la sua abilità nel raccontare storie che rimangono impresse nella memoria.

martedì 6 agosto 2024

Magari domani resto

 "Nessuno può fare niente per nessuno, e tu non sei da meno. Non puoi fare niente per me, e aggiunsi: Anzi, si, una cosa, invece, potresti farla: preoccuparti di come sto e non di quel che faccio, potresti chiedermi di me e non sempre il mio lavoro. Regalarmi un sorriso e dirmi che andrà tutto bene. Ma capisco di pretendere troppo."

Luce di notte, trentasette anni napoletana. Vive nei quartieri spagnoli di Napoli, di professione fa l'avvocato, ma, non è la classica eroina a cui siamo abituati. 
Capelli corti, jeans e converse, si sommano ad un carattere pronunciato ed estremamente forte. Luce è un pò maschio e un pò femmina, e come tutti gli essere umani ha paure delle emozioni. Le teme, perché ha sempre sofferto della mancanza di un punto familiare fermo che sarebbe dovuto essere il papà. Luce è cresciuta da due mamme come possiamo evincere dal romanzo, quella naturale e quella adottiva, della nonna Giuseppina. Al tutto si aggiunge una relazione finita male, un meraviglioso cane di nome Alleria e un vicino di casa Don Vittorio Guanella, un nonnino deambulante che vive da solo con la sola compagna della sua musica jazz.
Luce svolge la sua professione di avvocato presso lo studio legale di Arminio Geronimo. Il primo incarico che viene assegnato a Luce quello di dover valutare se Carmen Bonavita ( separata dal marito ), sia una brava madre per il piccolo Kevin, fa si che quella corazza tanto forte di Luce Di Notte inizi a sgretolarsi.
In primo luogo resta sorpresa dal bambino Kevin, perché egli non assomiglia affatto ai genitori anzi sembra essere totalmente l'opposto. Parla un italiano perfetto, è intelligente, educato, e ha tanta voglia di imparare cose nuove, e di studiare tanto che agli occhi chi guarda sembra lui colui che è investito del compito di educare quel padre e quella madre che no perdono mai occasione di dare spettacolo con i loro litigi.

Luce cresce in una ambiente familiare dove con la mancanza prematura del suo papà, e spesso in conflitto ad una madre bigotta, e molto religiosa dove ne trova spesso conforto. Questo porta la donna a chiudersi, e cerca sempre di insegnare l'onestà, la bontà e il perdono ai propri figli. 
Altre figure importanti e di insegnamento sono Kevin e Don Vittorio Guanella. Il primo perché con la sua innocenza apre gli occhi alla protagonista, il secondo perché le insegna a scegliere ad incamminarsi sul suo personale percorso senza accontentarsi di vivere sul sentiero più sicuro e semplice.

Alcune citazioni che mi hanno colpito leggendo questo romanzo.

"La felicità è silenziosa. Sei fai troppo casino, lei ti passa sulla testa e nemmeno la senti".

" Più che la parola di Nostro Signore, insomma, è stata la vita stessa a forgiare, e lo ha fatto nel modo più semplice guardandomi da lontano, come la madre con il figlioletto gioca a qualcosa di pericoloso e non interviene. Al mondo si impara a stare anche e sopratutto cadendo, sbucciandosi un ginocchio e sanguinando. Nessuno ha mai assorbito nulla da un giorno di quiete."

"La vita è un continuo cambiare abitudini, amicizie, modi di fare e di pensare, ideali, amori. Tuttavia quando poi ti ritrovi dinanzi a una vecchia abitudine allora capisci quanto ti sia mancata, quanto ti abbia marchiato la pelle senza che tu te ne accorgessi."

"Non parlerei d'amore, una parola abusata, parlerei piuttosto di "attenzioni". Quello che ci manca, tutto quello che può farci sentire meglio, è racchiuso in questa piccola parolina... "Attenzioni".

"I veri angeli riescono a proteggere le persone che amano".

"Quei lividi oggi mi costringono a essere come sono. Perché purtroppo possiamo donare agli altri unicamente ciò che abbiamo ricevuto, e chi ha avuto solo nu muorzo non ha anche voglia di star li a fare lo schizzinoso, e allora scaraventa sul tavolo tutto il puculillo messo da parte, senza fare distinzioni fra bello e brutto. Che piaccia o meno".

"La vita ti ha insegnato non tanto a schivare i fossi, quanto a saper ammortizzare la botta".

"E che per cercare di dimenticare le cose brutte del passato, rischi di dimenticare anche quelle importanti".

"Che ti devi lasciare andare alla vita e non scegliere tu per lei, perché domani potresti pentirti."

"Si diventa adulti imparando a vedersela da soli, fin da bambini, perché più vai avanti e più sulla strada incontri gente che ti spinge, ti prende in giro e se ne approfitta. Però è anche vero che non siamo tutti uguali, ognuno ha i suoi tempi, ognuno il suo trascorso più o meno traumatico, ognuno si sceglie la strada che ritiene migliore per uscire da quel grande imbuto che è infanzia. Ognuno ha il suo passo, e quel passo va rispettato. Chi resta indietro non va né aiutato, né sospinto, solo atteso."

"Veniamo al mondo per assolvere qualcosa di meraviglioso."

Autore: Lorenzo Marone 
Editore: Feltrinelli
Titolo: Domani magari resto.



domenica 10 marzo 2024

"L' età fragile" di Donatella di Pietrantonio

 L'età fragile di Donatelle Pietrantonio edito dalla casa editrice Einaudi.

"Non esiste una morte naturale: di ciò che avviene all'uomo, nulla è mai naturale, poichè la sua presenza mette in questione il mondo."

Questo romanzo è dedicato a tutte le sopravvissute e racconta l'età fragile come una dimensione irriducibile dell'umano, esposto alle proprie cadute e alle perdite che la vita e i traumi di essa ci infliggono.

Il disordine che trovo al mattino mi ricorda che non sono più sola e che Amanda e tornata...

Con la sua scrittura, la scrittrice ci porta dentro una storia che nel reale rappresenta i rapporti fra genitori e figli e la complessa convivialità dei sentimenti lungo le varie età della vita. In questo racconto vediamo in primo piano desideri mai espressi, omissioni e solidarietà, che mostra come bisogna occuparsi della sofferenza per liberare il proprio divenire.

Milano o niente. Così diceva del suo futuro. Niente era il paese, restare. Milano la città dove la vita le sarebbe accaduta davvero...

Così l'aveva guardata partire, pensando che avrebbe scoperto un pò del mondo che a lei non era riuscito di affrontare. Ma ora Amanda è tornata. Spenta. La sospensione della pandemia suona solo incidentale in quella chiusura imbelle, svuotata. Lucia non sa come approcciare il silenzio della figlia, a quella sua confusione e a quella sua voglia di non approcciarsi al da farsi della vita, fanno s che la convivenza tra madre e figlia diventa a tratti nervosa.

Mio padre mi chiede di accompagnarlo nel suo ultimo tratto, insiste che prenda quel terreno. A mia figlia evo restituire il mondo...

Il Dente del Lupo, un possedimento di famiglia che molti anni prima era stato luogo di un fatto di cronaca che ha tenuto al centro della cronaca nera l'intero paese. Un morso feroce come quello di un animale inferocito acceca il paese, un effetto doloroso che tiene in silenzio ma che ora attraverso il padre di Amanda la moglie Lucia e costretta a ripensare.

Violenza, colpa, segreto ostacola il nostro vivere, e il vivere di tanti ragazzi. Ognuno di noi ha avuto un'età fragile.

A un certo punto la vita accelera. Dopo resta tutto fissato a un'immagine, un suono del momento. Si torna sempre li... Da allora ogni momento delle nostre vite sarebbe caduto in un prima o in un dopo, non c'era nemmeno bisogno di nominarlo, il fatto...

Lucia vorrebbe tenerla al riparo da tutto e da tutti, anche a costo di soffocare la sua vita. Lucia si incolpa quando la figlia Amanda viene scippata a Milano. Si senti in colpa di non essere subito corsa da lei, ma lo aveva fatto per il rispetto della sua libertà.

La vita segreta dei figli. Sappiamo che esiste, ma non siamo mai pronti a toccarla. Restano per sempre angeli senza sesso nel chiuso delle nostre teste. Indifferenziati, mai del tutto partoriti...

A volte il tempo decide di tornare indietro sotto a quella montagna che Lucia ha sempre cercato di dimenticare, tra i pascoli e i boschi della sua età fragile, tutti i fili si tendono .

A me non era successo niente. Ero stata colpita, come tutti, ma non di persona. E la mia amica era sopravvissuta. Eppure avevo perso la forza, i nervi si erano spezzati, azzerata la volontà...

Il romanzo riporta una forma molto intensa. Al centro della scena una terra abbandonata dove sembra raffigurare paesaggi interni nei personaggi. La terra aspra, che chiama alla violenza che si prova e si riprova a dimenticare. Non si può dimenticare del tutto le ferite di un tempo trascorso, ma possiamo fare i conti con i cambiamenti prendendoci cura delle nostre paure e delle nostre fragilità cosi da vivere una vita più libera.

Non esiste un'età senza fragilità e senza paura. Siamo fragili sempre, dai genitori e dai figli. Quando bisogna ricostruire e quando non si sa nemmeno dove gettare le fondamenta. 

Forse la nostra unica eredità sono le ferite...

Amanda e Lucia hanno ancora molto da imparare l'una dall'altra. Devono ancora come impegnarsi di farsi carico del proprio mondo.

domenica 18 febbraio 2024

Il Maestro e Margherita

 Il Maestro e Margherita è un romanzo russo, dello scrittore Michail Bulgakov, scritto tra il 1928 e il 1940, durante il regime di Stalin. Fu pubblicato solamente tra il 1966 e il 1967, in una versione censurata dai tagli dei redattori, su una rivista di Mosca. 

Di cosa parla questo romanzo?

La storia di questo romanzo, e da leggere e da rileggere perchè è una storia che sa come mantenerti incollato al libro pagina dopo pagina senza mai farti stancare di capire cosa succede negli avvenimenti futuri. Insomma un libro da avere nelle librerie di ogni lettore. 
La storia di questo romanzo, si concentra a Mosca e vede in primo piano la figura del diavolo nella città russa. In questo romanzo e incentrata anche una lunga storia d'amore tra no scrittore e drammaturgo anonimo che viene definito Maestro e Margherita Nikolaevna, sulle persecuzioni politiche inflitte a costui da parte delle autorità sovietiche degli anni trenta e il suo riscatto. A queste migliaia di vicende, vediamo anche le figure che vanno a chiarire un processo evangelico a Gesù e di Ponzio Pilato, che non sono altro che l'oggetto di un romanzo scritto dallo stesso Maestro, il quale era giunto alla pazzia per il rifiuto della censura di Stato a pubblicarlo. Durante la lettura di questo romanzo, si combinano elementi sovrannaturali che mettono insieme l'umorismo nero e l filosofia Cristiana, l'opera sfida le categorizzazioni di un singolo genere.
Inoltre vediamo che il romanzo di divide in due parti, il libro primo e il libro secondo.
Nel libro primo, gli avvenimenti si svolgono agli stagni del Patriarca di Mosca e presenta un diretto confronto tra il presidente della Massolit, e un gentiluomo forestiero di nome Woland, che dice di essere esperto in magia nera. Woland cerca di convincere i suoi atei e scettici interlocutori che Gesù è esistito davvero, affermando di avere assistito di persona al suo processo a Gerusalemme, e di essere stato ospite a colazione da Kant. Berlioz ritiene che si tratta di un folle, quindi si allontana da Woland e chiede aiuto. Il letterato esce dal parco ignorando i discorsi di un vagabondo, ma giunto al cancello trova la morte esattamente come l'aveva prevista Woland.
Tutti questi eventi si svolgono sotto gli occhi del povero Ivan che tenterà di far catturare la banda e di informare tutti dei loro poteri magici, invece sarà chiuso in un manicomio perchè definito malato di schizofrenia.
Durante la sua permanenza nel manicomio, Ivan riceve la visita di un altro paziente, uno scrittore disperato dal rifiuto mostrato nel pubblicare il suo romanzo su Ponzio Pilato. Il visitatore che farà compagnia a Ivan dice di essere un Maestro e di non avere più un nome. 
Nel secondo libro, appare Margherita Nikolaevna l'amante che il Maestro ha abbandonato dopo una relazione segreta durata mesi. La bella, ma infelice donna non ha mai rinunciato a ritrovare il suo amante. Vediamo che ella esce di casa senza avere una meta ben precisa, assiste al funerale di Berlioz e viene avvicinata da uno sconosciuto di nome Azazello. Costui sembra che riesca a leggere senza molte difficoltà nei pensieri di Margherita. Egli ha un invito per la sera stessa a casa di uno straniero dove la donna potrebbe finalmente sapere qualcosa del suo amato Maestro. 

Vediamo chi sono i protagonisti.

Nella lettura di questo romanzo, pagina dopo pagina possiamo vedere che si incontrano numerosi personaggi, dove ognuno di loro sa lasciare il proprio segno identificativo.
Il primo: è il Maestro che sarebbe l'autore del romanzo dull'incontro tra Ponzio Pilato e Jeshua Ha-Nozri. Tale viene rinchiuso nel manicomio dopo un esaurimento nervoso ed li incontra Bezdomnyj.
Il secondo: è Margherita, l'amante del maestro che si ritrova intrappolata in un matrimonio senza amore. Colei incontra il Maestro innamorandosi di lui.
Il terzo: è Ivan Bezdomnyj un giovane poeta di mediocri e arroganti versi, vediamo che nel corso della lettura diventa discepolo spirituale del Maestro.
Il quarto:  è Berlioz, il presidente del Massolit, nonchè vittima predestinata da Woland.
Il quinto: è Arčibal' Arčibal'dovič nonchè il gestore del ristorante Griboedov.
Il sesto: è Stepa Lichodeev che prende le vesti di un direttore artistico del teatro di varietà.
Il settimo: è Rimskij nonchè il direttore finanziario del teatro di varietà.
L'ottavo: è Varenucha che sarebbe la segretaria amministrativa del teatro di varietà
Il nono: è Nataša che non è altro la cameriera di Margherita.
Il decimo: è Bengalskij presentatore del teatro varietà.
L'undicesimo:  è il Professor Stravinskij direttore del sanatorio.
Il dodicesimo: è Annuska responsabile involontaria della morte di Berlioz.

Ora passiamo alla trama, ovvero il succo di questo romanzo.

Come abbiamo già accennato nelle righe precedenti, questo romanzo russo ci parla di Satana che va in visita alla città di Mosca degli anni trenta. Come si presenta Satana? Satana si presenta nei panni di Woland, un misterioso professore esperto in magia nera. Egli come vediamo è accerchiato da una cerchia personaggi alquanto particolari, come il valletto di nome Korov'ev con il soprannome di Fagotto, un ex-maestro di cappella sempre vestito con abiti grotteschi, poi vediamo un gatto di nome Behemoth, il sicario Azazello, il pallido Abadonna con il suo sguardo fulminante e mortale, e la strega Hella. 
L'arrivo di questo gruppo al quanto numeroso porta scompiglio non solo a Mosca ma anche ad un'importante associazione letteraria sovietica chiamata la Massolit, che ha sede presso casa Gribedov. 
La seconda storia si sviluppa nel corso della lettura interrompendo la narrazione principale dei fatti di Mosca, rievocando gli avvenimenti accaduti a Gerusalemme durante il periodo pasquale al tempo di Ponzio Pilato. L'ambientazione è introdotta quando agli stagni Patriaršie, Woland racconta a Berlioz di essere stato presente al processo del predicatore Jeshua Ha-Nozri. Questa storia prosegue riportando direttamente alcune delle pagine del perduto romanzo del Maestro che si soffermano su ciò che accade a Pilato durante il processo e nei giorni successivi alla morte di Ha-Nozri. 

Conclusioni.

Un libro che ha tutto, satira, amore, personaggi bizzarri, misticità, magia. Un libro che non deve mancare in ogni libreria. Un mattoncino da leggere e perché no rileggere.

Recensione : La notte del cuore di Nathacha Appanah

Ci sono libri che raccontano il dolore. E poi ci sono libri che provano a restituire un nome, un volto e una voce a chi quel dolore lo ha su...